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RMA 2015

ROVIGO MUSICA ANTICA 2015

Venetia me genuit

22-29 Agosto 2015

Consolidata capitale nel corso del Cinquecento, Venezia vive nel secolo barocco la storia di una grande città europea (non meno di Parigi, Vienna, Amsterdam…) cui la peste del 1630 (calamitas calamitatum!) ha inferto un colpo notevole: pur nella sua opulenza (“…c’è una ricchezza incredibile e una grande abbondanza di ogni cosa…” G. Burnet, 1685) la città lagunare risente di una certa stanchezza, perde un po’ per volta il suo potenziale attrattivo di centro (politico ed economico), tallonata dallo sviluppo economico e sociale dei rinnovati domini dei Savoia dell’Italia dell’ovest e dei paesi del nord Europa (Paesi Bassi e Inghilterra su tutti).

Ma in questo quadro storico della Serenissima, in campo squisitamente musicale, non bisogna dimenticare il grande potenziale “rappresentativo” che Venezia coltiva e consolida, quasi ritualizza, tanto nel sacro (liturgico e devozionale) quanto nel profano (la rappresentazione operistica in primis). La grande stagione del teatro “pubblico” (fantastica intuizione commerciale) inaugurata dai “drammi musicali” di Monteverdi, Cavalli, Manelli, Ferrari e molti altri, ben condotta da nuovi maestri – vecchi allievi – come Ziani, Cesti, Legrenzi, Pollarolo, trova degnissimo contrappunto nelle sfarzose liturgie e nelle scenografiche rappresentazioni sacre che le maggiori chiese e istituzioni religiose della città non cessano di imbastire, in un tripudio di voci e strumenti (con i molti musici locali e con molti altri chiamati da fuori città “…a garbo del Maestro…” si legge nelle note di spesa della cappella dogale). Si celebrano vittorie militari del recente passato, si esaltano santi patroni e varie solennità “serenissime”, si onorano visite principesche, si impreziosiscono le notti del carnevale, si suggellano eventi delle nobili famiglie, in un continuo “travaso” di capitali, idee e risorse professionali tra pubblico e privato, tra stato e chiesa, ove spesso è ostico tratteggiarne l’ambito ed il calendario.
Tanta operosità musicale non poteva dare che ottimi frutti sia in termini di qualità musicale sia in termini di formazione di “operatori” del settore, ovvero di quei musicisti-compositori come Cristoforo Caresana che, appresa la formidabile lezione musicale nella città natale, porteranno il proprio ingegno in giro per la Penisola ed in tutta Europa, facendo fruttare quel “sapere veneziano” in luoghi avidi nelle novità (più o meno recenti) praticate nella città dogale, o figure come Natale Monferrato che trascorse la propria vita nelle solide strutture musicali cittadine ricoprendo incarichi di primo piano. Pur non avendo mai abbandonato le sponde dell’Adriatico, qualche suo mottetto fu attribuito (nella trascrizione di un copista francese) ad uno dei sommi musicisti romani, Giacomo Carissimi, segno di sicura valenza musicale di ampio respiro. Indaghiamo da queste due figure poco note ai più, Natale Monferrato (Venezia, 1610 – ivi, 1685) e Cristoforo Caresana (Venezia, 1640 ca. – Napoli, 1709), una storia di “artigianato musicale” che ha fatto grande il Bel Paese.

Rovigo Musica Antica 2015 riparte dalle gloriose istituzioni musicali veneziane del primo seicento per approdare a nuove città e a nuovi stili, con un progetto che parallelamente indaga la solidità del pensiero musicale del barocco veneziano ed i nuovi sviluppi stilistici “alla veneziana” dell’Italia del sud, di Napoli in particolare.
Le masterclass, i corsi ed i laboratori (vocali, strumentali e di trascrizione musicale), le conferenze, i concerti daranno ampia testimonianza di questo corposo e quasi inesplorato repertorio. Naturalmente sarà necessario interpellare il lascito musicale dei grandi maestri del passato (Monteverdi in particolare) per destreggiarsi nel linguaggio dei “nuovi compositori”. Corsi e attività concertistica si concluderanno con l’ormai consueto concerto presso il Tempio della Beata Vergine del Soccorso (la “Rotonda”) di Rovigo il 29 agosto, con un programma di musiche tardo seicentesche vocali e strumentali, tra le quali spiccano le pagine di Monferrato e Caresana.

Il concerto conclusivo sarà affidato alla concertazione e direzione del maestro Lluís Vilamajó, tenore e direttore di coro tra i più rinomati a livello internazionale nel settore della musica antica, collaboratore di Jordi Savall nella selezione dei cantanti per gli ensemble La Capella Reial de Catalunya e Hespérion XXI.